IL NUOVO PROGETTO

“Chakula Bora ni Afya“ ovvero “Cibo sano è salute”

Il nuovo programma nutrizionale nasce dalle ceneri di quello precedente.

 

Nel 2004, cioè otto anni dopo il rientro in Italia di Roberto ed Anna, il progetto sanitario Kongwa Project venne chiuso. 

 

Con l’aiuto dell’associazione Università Internazionale della Pace ed in particolare del suo presidente Don Aldo Benevelli, in collaborazione la ONG tanzaniana Ufundiko, Roberto ed Anna hanno potuto riattivare la vecchia equipe di infermieri locali, riallacciare i contatti con gli operatori sanitari di numerosi villaggi, ai quali avevano fatto il training negli anni ’85-’88 e far ripartire il programma nutrizionale.

 

Durante i 10 anni della loro assenza (1996/2006) il sotto-distretto di Kongwa era diventato distretto, con nuovi uffici per le varie autorità amministrative e tecniche, il numero dei villaggi e la popolazione erano aumentati e il vecchio centro di salute governativo della cittadina di Kongwa era diventato un piccolo ospedale con la sala operatoria.

 

Nei colloqui con le autorità sanitarie e nelle visite ai villaggi, effettuati al loro rientro a Kongwa per ambientarsi dopo gli anni di assenza, hanno scoperto che grazie al nuovo ospedale e ai dispensari costruiti in molti villaggi, sebbene il personale sanitario fosse numericamente insufficiente, la situazione era migliorata nella gestione delle emergenze, ma esisteva ancora e non era migliorata la vulnerabilità della popolazione alle malattie endemiche  (diarrea, broncopolmoniti, malaria) con prognosi a volte letali, in particolare nei bambini.


Durante gli studi e le ricerche nutrizionali effettuati in Italia, si erano ulteriormente convinti dell’importanza, per migliorare il modo stabile e duraturo le condizioni di salute, di intervenire in modo appropriato sull’alimentazione, in particolare correggendo le carenze nutrizionali, specie delle fasce più deboli, quali i bambini sotto i 5 anni, le donne gravide e in allattamento e i malati.

 

Una alimentazione più corretta ed equilibrata ha un ruolo essenziale:

  • nel rendere normale lo sviluppo fisico, intellettivo e psicologico nell’età della crescita
  • nel rendere meno frequenti e meno gravi, molte malattie, grazie al rinforzo del sistema immunitario
  • nel coadiuvare gli effetti terapeutici e nel ridurre gli effetti avversi di molti farmaci 

  

Roberto ed Anna accettarono quindi volentieri la richiesta del medico capo del distretto di Kongwa e delle autorità di molti villaggi, di riprendere la clinica mobile nutrizionale, associandola ad un centro di ricerca nutrizionale, dove studiare e preparare nuove soluzioni nutrizionali, partendo da alimenti reperibili in loco, adatti alle forme di malnutrizione e agli usi, costumi e gusti della popolazione locale.

Oltre ad aver riattivato la collaudata equipe di infermieri, fu di essenziale importanza riallacciare la collaborazione con gli operatori sanitari con i quali avevano iniziato a collaborare nel 1985 e aggiornare la loro preparazione con una serie di seminari medico-nutrizionali periodici.

 

tre pilastri del progetto erano definiti: clinica mobile nutrizionale, centro di ricerca nutrizionale e seminari medico-nutrizionali periodici.

La clinica mobile nei villaggi.

 

Già nel rapporto UNICEF “La malnutrizione dei Bambini” del 2012 viene confermata l’efficacia della strategia di curare la malnutrizione acuta grave a domicilio. Risolutiva nel 80% dei casi.


 

 

In effetti per molti anni si è ricorso al ricovero dei bambini malnutriti , insieme alla loro mamma, in ospedale oppure in centri nutrizionali specializzati, ma questo metodo comportava dei gravi ritardi, a volte fatali, nell’arrivo del bambino malnutrito nelle strutture, ritardi legati al costo del trasporto dal villaggio fino al luogo di cura, alla difficoltà di interrompere il lavoro dei campi, magari proprio nel periodo della semina o del raccolto, oppure all’impossibilità di lasciare gli altri figli a casa. 

In ogni caso anche quando la mamma riusciva a raggiungere l’ospedale e a ricoverare il suo bambino, nuove problematiche nutrizionali potevano interessare, specie in casi di assenza prolungata, gli altri figli rimasti a casa, a causa della separazione dalla madre a del conseguente minor accudimento.

L’intuizione sulla necessità che l’operatore di salute non debba aspettare i malati nel suo centro sanitario, ma raggiungerli dove stanno, la sentirono esprimere in modo ben articolato dal dr. R.Shaffer nel 1984 durante un seminario a Nairobi. In quel periodo più del 90% del budget sanitario dei paesi in via di sviluppo andava negli ospedali centrali che venivano arricchiti di nuove unità specialistiche, assolutamente irraggiungibili dalla gente delle zone rurali, mentre il dr. Shaffer proponeva di dare la priorità al potenziamento delle attività di medicina preventiva a livello di villaggio.

 

Sono risultati essenziali nella realizzazione della clinica mobile nutrizionale gli operatori sanitari di villaggio: l’efficienza della clinica sarebbe stata decisamente inferiore senza la loro collaborazione prima, durante e dopo il giorno delle visite.


La clinica mobile nei villaggi è stata organizzata dettagliatamente, di seguito le attività previste:

 

  • il primo aspetto è relativo alla preparazione degli operatori sanitari (due per ogni villaggio, un maschio e una femmina), i quali devono saper accompagnare i bambini malnutriti per tutto l'iter diagnostico-terapeutico che va dal riconoscimento della patologia alla guarigione. 

Due volte all'anno saranno previsti seminari nutrizionali per gli operatori sanitari con lezioni teoriche e pratiche, per aggiornare le conoscenze e migliorare l'efficacia della clinica.

  • l’operatore sanitario così preparato, deve saper riconoscere i bambini con problemi nutrizionali e di crescita del suo villaggio, sia tra quelli che partecipano alle sedute di vaccinazioni organizzate dai dispensari governativi, sia visitando le capanne più lontane dove possono trovarsi bambini che non vengono portati alle vaccinazioni. 

Particolarmente importante è il colloquio degli operatori con la famiglia ed in particolare con la mamma del bambino, che deve essere motivata a partecipare alla clinica nutrizionale, senza paura di essere colpevolizzata per i problemi del figlio e con la speranza di trovare una valida cura.

  • il giorno della clinica nutrizionale ogni bambino arriva con la mamma e in presenza degli operatori, utili sia quando è necessario usare il dialetto ma anche per mettere a proprio agio i pazienti, e raccoglie la storia del bambino dalla nascita:

 

  • Nome del bambino e dei genitori
  • Data di nascita
  • Luogo di residenza
  • Peso alla nascita o alla prima partecipazione alle vaccinazioni
  • Numero delle gravidanze dalla mamma
  • Se ha un fratello più piccolo, qual era l'età del bambino malnutrito alla nascita del fratellino
  • Con chi vive (la mamma, la zia, la nonna)
  • Calcolo dell'età in mesi, misura del peso e misura dell'altezza
  • Definizione della condizione del bambino utilizzando le tabelle antropometriche di peso per età, altezza per età e peso per altezza
  • Studio della progressione del peso dalla nascita, riportata nelle cartelle cliniche distribuite durante la vaccinazione
  • Valutazione dei sintomi corporei da carenze alimentari, esaminando i capelli (colore, secchezza, parassiti), gli occhi (infiammazione, colorito delle mucose), orecchie (infiammazione, secchezza), naso (muco, sangue), bocca (mucose. Lingua, denti), pelle (secchezza, infezioni), collo (linfonodi), addome (gonfiore, diarrea, stitichezza), unghie (fragilità e infezioni).
  • Si valuta inoltre l'atteggiamento del bambino, la dipendenza dalla mamma in rapporto all' età, la tendenza al pianto, il tono dell'umore.
  • Alla mamma si chiedono informazioni sul comportamento del bambino a casa e quando necessario sulla situazione famigliare.
  • Sulla base dei dati raccolti, si prepara e si consegna (con accurate spiegazioni in dialetto sull'utilizzo) la terapia nutrizionale per un mese (a base di creme alimentari e Multi-mix, in alcuni casi con multi-vitaminici pediatrici) e si danno gli eventuali consigli su come migliorare l’accudimento del bambino.
  • In alcuni casi si consiglia la mamma di portare il bambino in una struttura ospedaliera, in quanto si è giudicata necessaria una terapia farmacologica o il ricovero.

 

Durante le settimane successive alla visita nutrizionale, l’operatore sanitario ha il compito di passare a casa del bambino malnutrito per valutarne l'andamento

In particolare, deve informarsi se il bambino mangia o meno i prodotti nutrizionali ricevuti, se questi vengono mangiati solo dal malnutrito o divisi con gli altri fratelli, se la mamma è riuscita a migliorare le eventuali problematiche di accudimento. Queste informazioni l'operatore le presenterà durante la clinica nutrizionale del mese successivo o in caso di emergenza contatterà il team anche prima di tale data.

 

I dati storici dei bambini seguiti dal progetto sono presenti negli archivi del centro.

 

Partendo dai dati relativi al decennio 2012-2022, è stato effettuato uno studio statistico relativo ai risultati ottenuti dal progetto, che è andato ben oltre le aspettative: quasi l’80% dei bambini è stato curato con esito positivo. 

 

Tale report è stato presentato ufficialmente al DMO (District Medical Officer) coordinatore sanitario delle strutture della provincia, che ha ribadito l’apprezzamento del governo per il nostro programma nutrizionale, pienamente coerente con le linee guida adottate dalla Tanzania, presentate a giugno 2021, nell’ambito del Piano Nazionale di Sviluppo intitolato:

 

“INTERVENTI STRATEGICI PER LA COMPETITIVITA’, INDUSTRIALIZZAZIONE E SVILUPPO UMANO” - FYDP III 2021/2022 – 2025/2026 

 

Il Piano di Sviluppo infatti incoraggia la comunità ad investire nella produzione alimentare ed in una migliore alimentazione, in ordine di ridurre i problemi di salute della popolazione: una alimentazione qualitativamente corretta implica una dieta completa che includa tutti i gruppi alimentari, vale a dire: proteine, carboidrati, olio, frutta e vitamine ed acqua.